Cos’è l’Ayurveda? E cos’è la Maharishi Ayurveda?

Pubblicato il 10/07/2017

L’Ayurveda ha origine dall’Antica Civiltà Vedica. Praticata in India da migliaia di anni, è il più antico sistema naturale per la cura ed il benessere del corpo e della mente. Maharishi Mahesh Yogi, all’inizio degli anni 80, in collaborazione con i maggiori esperti Ayurvedici, ha riportato l’Ayurveda al suo splendore originario e questo approccio nella sua forma più pura e completa è oggi conosciuto come “Maharishi Ayurveda”.

Solitamente, Ayurveda è considerata la “medicina tradizionale indiana” ma ad un’analisi più attenta ci si accorge di come questa definizione sia, in realtà, molto riduttiva. Infatti, AYUS, ovvero VITA, va intesa nel senso più completo del termine: Vita in tutte le sue manifestazioni, dall’aspetto più grossolano e manifesto a quello più sottile ed immanifesto, la realtà più fondamentale e completamente soggettiva: la Coscienza, il Sé di ognuno di noi. VEDA non significa semplicemente conoscenza, ma CONOSCENZA COMPLETA DELLA COSCIENZA, quella coscienza autoreferente che è proprio l’aspetto fondamentale della vita e che i fisici quantistici chiamano “Campo Unificato”. Se il Sé di ognuno di noi non è prerogativa dell’India, l’Ayurveda non può essere definita, quindi, esclusivamente la medicina dell’India, anche perché le regole fondamentali dell’Ayurveda si possono applicare in qualsiasi luogo, da chiunque ed in ogni tempo.

La Maharishi Ayurveda è quindi un sistema completo per il benessere psicofisico che si occupa anche dell’aspetto fondamentale della vita, la Coscienza, mediante una tecnica mentale chiamata Mediatazione Trascendentale, la cui efficacia è stata confermata da più di 600 ricerche scientifiche.

L’equilibrio dei Dosha: la chiave per una buona salute

Ogni individuo è un’unità unica ed irripetibile in natura e la conoscenza contenuta nei testi dell'Ayurveda ci spiega "il perché". Secondo la visione dell’Ayurveda le molteplici funzioni del corpo, dalle più grossolane alle più sottili, sono governate da tre principi fondamentali chiamati DOSHA: Vata, Pitta, Kapha. La Caraka Samhita, uno dei testi principali dell’Ayurveda, afferma che la salute e il benessere, così come la malattia ed il disagio, dipendono dall’equilibrio o dallo squilibrio dei Dosha. Sono cioè gli squilibri di questi tre principi che, nel tempo, possono causare la malattia così come noi la conosciamo.

Ogni individuo nasce con una certa percentuale di Vata, Pitta e Kapha e questi sono influenzati da una miriade di fattori: l’alimentazione, la qualità del sonno, la routine giornaliera, il lavoro, l’ambiente, le stagioni, lo stress e tutte le influenze che assimiliamo giorno dopo giorno.

Per riequilibrare i Dosha e riportarli nel loro rapporto originario si possono seguire degli accorgimenti che presentano qualità opposte all’influenza che ne ha causato il disequilibrio: Vata per esempio, che possiede qualità come dinamicità, irregolarità e freddezza è riequilibrato dal riposo, dalla regolarità e dal calore come per esempio un massaggio con olio di sesamo caldo; Pitta che è caldo viene pacificato dal fresco, evitando spezie piccanti e alcool; Kapha che possiede qualità come freddezza e lentezza viene bilanciato dal caldo e dai sapori stimolanti come il piccante o dall’attività e l’esercizio fisico.

Per preservare la condizione di equilibrio dei tre Dosha in modo duraturo la Maharishi Ayurveda raccomanda un’alimentazione individuale appropriata, una regolare routine, rasayana e preparazioni ayurvediche specifiche, aromi, musicoterapia, esercizi fisici e respiratori, e la pratica della Meditazione Trascendentale, una tecnica mentale, semplice e senza sforzo per sviluppare il pieno potenziale della mente e del corpo.

Tecnica Ayurvedica di Nadi Vigyan - Lettura del polso, prevenire è meglio che curare

Per individuare gli squilibri dei dosha (Vata, Pitta, Kapha), la Maharishi Ayurveda sfrutta una metodica semplice ed efficace che consiste nell’appoggiare delicatamente tre dita sul polso e percepire le qualità della pulsazione.

Questa antichissima tecnica del Nadi Vigyan è sempre stata tramandata oralmente da pochissime famiglie di Vaidya (dottori) ,delle famiglie reali dell’India, che hanno preservato di generazione in generazione questa antica conoscenza.

La Maharishi Ayurveda è orgogliosa di aver riportato questa antica tecnica nella sua più pura completezza ed autenticità e poterla renderla accessibile a tutti.

Con tre dita sul polso, l'esperto ayurvedico è in grado di leggere una storia dettagliata della nostra fisiologia per definire con estrema precisione gli squilibri dei dosha, dei tessuti e in generale dell’armonia tra microcosmo e macrocosmo.

Si tratta di una procedura semplice e divertente e può essere imparata da tutti.

Riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, questa tecnica è stata utilizzata come veicolo per la diagnosi precoce di squilibrio e svolge un ruolo importante nella individuazione delle cause degli squilibri medesimi.

Ogni persona si deve occupare della salute ma il medico si deve occupare anche della malattia. La visita da un medico esperto nell’Ayurveda Maharishi è la migliore soluzione per fare prevenzione.

Alimentazione: Un pilastro della salute

L’alimentazione, nella tradizione ayurvedica, è considerata un pilastro fondamentale per preservare una salute perfetta e prevenire, nel tempo, l’insorgenza di possibili disequilibri.

Un pasto ayurvedico è il risultato di una perfetta correlazione tra due protagonisti principali: il cibo e l’individuo che lo assume. Questi due protagonisti sono a loro volta collegati da altri fattori, come per esempio, il modo in cui il cibo viene processato, cucinato (materiali per cucinare, tempi di cottura, temperatura, ecc.), purificato, combinato, quando il cibo viene mangiato (di giorno o di notte, in estate o in inverno), dove viene mangiato (al mare o in montagna) ed ovviamente la quantità del pasto e la quantità dei singoli ingredienti.

Tutte queste regole strutturano un pasto ayurvedico: una sinfonia di sapori, una esplosione di gusti, di colori, di profumi, di suoni, di consistenze, il tutto orchestrato per appagare ogni nostro senso ed ovviamente la nostra mente.

La sensazione di benessere che si prova quando si mangia un cibo particolarmente appagante dovrebbe essere sperimentata ogni giorno.

L’alimentazione ayurvedica è alla portata di tutti (cfr corsi) ma possiamo già fare subito il primo passo interagendo con il cibo direttamente, ovvero attraverso la sperimentazione diretta dei sapori.

Secondo l’Ayurveda assumere tutti i sei sapori fondamentali (dolce, acido, salato, piccante, amaro, astringente) rappresenta il primo ed il più semplice strumento per avere un pasto equilibrato. È bene scegliere quei sapori in base al proprio dosha prevalente, ma senza escludere gli altri.

E’ per questo consigliato una consulenza dai nostri esperti.

È consigliato anche favorire cibi freschi, non riscaldati e coltivati biologicamente ed eventualmente utilizzare uno dei tanti integratori alimentari della Maharishi Ayurveda. 

FONTE maharishiayurveda.it